Catanzaro - Quattro cani morti per avvelenamento a Squillace. Qualcuno sta distribuendo polpette avvelenate per sbarazzarsi dei randagi che stazionano in località Micciulla. Lo denuncia una signora del posto, il cui figlio ha visto morire tra atroci sofferenze un maremmano con tanto di collare, quindi di proprietà di qualcuno a cui è sfuggito o che lo ha abbandonato. La signora ha avvertito la polizia urbana e il servizio veterinario dell'Asp. Gli operatori dell'unità operativa hanno constatato che i cani sono stati avvelenati. Nella zona sono stati trovati anche quattro gatti morti. Gli operatori veterinari hanno disposto la bonifica della zona, in quanto i bocconi avvelenati possono essere pericolosi anche per i bambini. «È un fatto di inaudita inciviltà – dice la signora – non è giusto che animali indifesi vengano uccisi. Io e altri residenti ci occupavamo del loro sostentamento in attesa di una sistemazione, ma il veleno è stato implacabile». Il fatto è stato denunciato ai carabinieri di Squillace, che hanno avviato le indagini.
Osservatorio sui Bocconi Avvelenati
mercoledì 25 maggio 2011
venerdì 20 maggio 2011
Cane avvelenato da boccone: 62enne denunciato
Da un mese circa, i carabinieri di Tuscania erano impegnati in controlli sul territorio a causa dell’uccisione di alcuni cani.
Un ultimo episodio ha portato dunque i carabinieri di Tuscania, coordinati dal capitano Cuneo, a svolgere indagini approfondite, e dopo settimane, i militari di Ischia di Castro, guidati dal maresciallo Vittorio Colonna, hanno individuato una persona.
In particolare, i carabinieri a conclusione di un’articolata indagine, sono riusciti a identificare e denunciare un uomo che avrebbe maltrattato e malmenato cani nella zona ischitana.
Il 62enne di Ischia di Castro è stato, dunque, denunciato per l’uccisione di un pastore belga di soli diciotto mesi, con un’esca avvelenata.
In base alle ricostruzioni, il gesto sarebbe una vendetta per futili motivi al vicino di casa. Sono in corso le indagini dei carabinieri di Tuscania per identificare ulteriori responsabili di analoghi episodi che si sono verificati di recente nel territorio dei vari comuni di competenza della compagnia.
giovedì 7 aprile 2011
Penny, uccisa da un boccone.
Lettera pubblicata dalla Gazzetta di Parma
Pubblichiamo una lettera arrivata in redazione che racconta la triste storia di Penny, uccisa da un boccone avvelenato:
ì"Questa vuole essere la denuncia contro un criminale ignoto che ha strappato alla vita una amatissima cagnolona, Penny (Penelope), una golden retriever di 6 anni, che viveva felicemente con Argo (8) e le sue tre cucciole (2 anni) con una famiglia composta da padre, madre e due ragazzi di 16 e 20 anni. Abituata a correre spensierata a Campomoro, sopra Oriano (Fornovo), dove la famiglia di umani ama trascorrere il tempo libero, fino a giovedì 17 marzo. Infatti un criminale ha lasciato un boccone con glicole etilenico, il classico antigelo, e purtroppo nessuno se n’è accorto. Stranamente non ha avuto neanche sintomi neurologici (tipo ebrezza) che avrebbero messo in allerta, (entro le dodici ore infatti c’è la possibilità di salvare il cane inducendo il vomito con acqua molto salata se il cane viene colto in flagrante o somministrando etanolo o furosemide (in extremis vodka), se si vedono sintomi tipo ebrezza), ma come tutti gli altri componenti della sua famiglia, stanca per le corse del giorno precedente, ha dormito per gran parte del venerdì. Quando però ha cominciato a mangiare ha anche iniziato a vomitare. Sabato, mentre gli altri cani riprendevano il ritmo, Lei era “stanca”, accettava golosamente bocconi di cui andava ghiotta per poi rimetterli dopo pochi minuti. Domenica mattina è stata portata a Veterinaria dove per prima cosa hanno pensato a reidratarla. Risultava anurica e l’insufficienza renale evidente. Vano ogni tentativo di riattivare la funzionalità renale. Lunedì mattina vista la situazione ci è stata prospettata come possibile speranza di salvezza la dialisi, così viene subito caricata in macchina e portata a Moncalieri (To) dove inizia la dialisi a giorni alterni. Tutti i giorni negli orari di visita viene coccolata dalla sua famiglia di umani, a volte si compie il viaggio Parma- Torino per una sola ora di coccole, ma non si salta un giorno di visita, si fa molta fatica a lasciarla, ma si pensa che lo si fa perchè c’è speranza di portarla a casa, guarita. Tutti i giorni quando rientravo a casa I cani mi fiutavano e mi leccavano le mani, cercando tracce di Penny. Giorno dopo giorno, a parte un iniziale miglioramento, Penny è sempre più debole, fino a quando il 31 chiedo a mio marito di accompagnarmi a Moncalieri: non sono i Km, che ho percorso tutti i giorni con la speranza di ritrovarla migliorata o la stanchezza, quanto la preoccupazione di un accanimento terapeutico che non porterà a casa Penny. E infatti la premonizione purtroppo si avvera: la biopsia rivela che I tubuli renali di Penny sono saturi di ossalato di calcio, effetto dell’avvelenamento da glicole etilenico, le probabilità di salvarla sono scarsissime. La portiamo a casa e quando capisce che la stiamo mettendo in macchina sembra contenta. A casa I ragazzi preparano il brodo di gallina sperando di farle assumere qualcosa di nutriente atto a darle forza. La famiglia canina l’accoglie con giubilo, mentre noi abbiamo una tristezza indicibile dentro. Dorme con noi nel lettone e per tutta notte la coccoliamo. Sappiamo che sarà l’ultima notte. Il mattino carichiamo tutti I cani in macchina per andare dal veterinario e Penny sembra ancora una volta contenta, pensa di tornare in campagna, (ci siamo messi I vestiti che usiamo in campagna per le camminate) anche se fatica a camminare, ma siamo tutti insieme: anche I ragazzi sono voluti venire all’ultimo saluto, non vogliono che si possa sentire sola in questo ultimo passaggio, vogliono farle sentire la loro presenza, il loro grande affetto. La sofferenza è tanta, insopportabile. Lo sguardo di Penny è lucido, attento, tremendamente buono, ma il suo fisico non ce la fa più, I suoi reni sono ormai in necrosi. Per fortuna il nostro veterinario è la persona più giusta per questo passo, I nostril cani hanno sempre dimostrato grande feeling nei suoi confronti, Penny l’ha sempre amato e noi sappiamo di affidarci alla persona giusta. Si addormenta con tutti noi attorno. Finalmente è in pace. Sono certa che ci rivedremo. Ma è un’estrema ingiustizia causata da un criminale, che non ha niente a che vedere con un uomo e tantomeno con un animale. E’ solo un bieco criminale. Insisto su questo termine: criminale, il più consono. Spero che la giustizia possa fare il suo corso e che questo criminale abbia la giusta punizione.
Grazie, Penny.I due percorsi in cui può essere stato assunto il boccone:
uno va da Campomoro al castello diroccato, chiesetta ( il classico giro del monte che facciamo da anni) lato boschi, direzione Tramonti; l’altro nella zona davanti a Campomoro, sul monte Casacca ( è un montarotto che viene anche chiamato monte polenta, perchè fino a non molto tempo fa era completamente spelato).
Pare siano morti altri due cani nella zona: spero che altri denuncino in modo che sia fatta giustizia e il criminale sia adeguatamente punito".
Grazia B.
uno va da Campomoro al castello diroccato, chiesetta ( il classico giro del monte che facciamo da anni) lato boschi, direzione Tramonti; l’altro nella zona davanti a Campomoro, sul monte Casacca ( è un montarotto che viene anche chiamato monte polenta, perchè fino a non molto tempo fa era completamente spelato).
Pare siano morti altri due cani nella zona: spero che altri denuncino in modo che sia fatta giustizia e il criminale sia adeguatamente punito".
Grazia B.
martedì 22 febbraio 2011
Allarme grifoni: in Sardegna bocconi avvelenati estinguono anche il Gipeto
Rita Rosalba Atzei di Sardegna Novas segnala lo stato di allerta per quanto riguarda la sopravvivenza dei grifoni in Sardegna. Pare infatti che da una DENUNCIA DEL GOS, il gruppo ornitologico sardo di Bosa i grifoni rischiano l'estinzione, a causa dei bocconi avvelenati seminati in campagna dagli allevatori di bestiame. Scrive sempre Atzei che “a Bosa si trova l'unica area, in tutta Italia, che ospita il GRIFONE (Gypus fulvus) autoctono”.
Il problema dei BOCCONI AVVELENATIi che interferiscono con la vita delle popolazioni avifaunistiche è molto presente in Sardegna tanto che anche il progetto di reinserimento del GIPETO nel Supramonte di Orgosolo è stato un vero fallimento.
Per conoscere tutto il servizio leggi Sardegna Novas
Bocconi avvelenati, muore un pastore belga
TERRAGNOLO - Si chiamava Laika ed era un pastore belga di otto anni. Una cagna di grossa taglia, circa quaranta chilogrammi. È morta dopo aver ingoiato un boccone avvelenato. Carmelo Chiesa, il padrone, racconta: «Giovedì, come ogni mattina, sono andato a passeggio col cane. Percorro la strada tra Noriglio e Terragnolo. All'altezza del bivio per il Moietto, Laika è andata verso il ciglio della strada, con uno scatto deciso. Ha preso qualcosa in bocca e non riusciva più a tornare indieto.
Sbavava e non si reggeva sulle zampe. In cinque minuti era morta. Voglio dire ai proprietari di cani di stare attenti, vorrei che le autorità trovassero chi ha messo in giro quei bocconi. Per me è stato un colpo durissimo». Il caso di Laika non è isolato: in zona sono morti altri cani e numerose volpi.
La Forestale, coordinata dal vice questore Giorgio Zattoni, conferma che sono in corso indagini. La zona colpita è quella tra Noriglio e Cisterna. A volte chi semina i bocconi lo fa per liberare i campi dai ratti, ma c'è anche chi agisce con il preciso intento di uccidere i cani. In ogni caso, per agevolare le indagini, è opportuno sporgere denuncia. Questo consente di coinvolgere anche l'azienda sanitaria per analizzare il corpo dell'animale e chiarire l'origine del veleno: elemento di partenza da cui far poi partire i successivi accertamenti.
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